top of page

10 febbraio. Giorno del Ricordo

  • 10 feb 2024
  • Tempo di lettura: 2 min


Una profonda verità che come ogni anno il Giorno del Ricordo porta con sé è che tutti noi abbiamo bisogno di comprendere e di far conoscere, in primo luogo ai giovani, tutte le pagine della nostra vicenda nazionale. Comprese quelle più dolorose, quelle per troppo tempo rimosse.


Nessun luogo, nessun evento, va dimenticato o sottaciuto. È il modo migliore per non tradire la storia, per sapere e per distinguere, per non offuscare le differenze. È il modo migliore per rendere più salde le ragioni del nostro stare insieme, come Paese.

Le foibe, a cominciare da quella di Basovizza, come per altro verso la Risiera di San Sabba, sono pagine indelebili della nostra storia. Ed è una pagina indelebile l’esodo di tanti cittadini originari dell’Istria, di Fiume, della Dalmazia, che nel ’47 iniziarono ad abbandonare la loro terra, le loro case, i loro affetti.


Ognuno di noi ha il dovere di ricordare cosa accadde, di riconoscere il sopruso e la violenza di cui furono vittime non solo fascisti, ma anche antifascisti, e semplici civili privi di una particolare convinzione politica. Italiani colpevoli solo di essere tali.


Accadde nelle zone assegnate alla Jugoslavia dopo l’armistizio e la fine delle ostilità. Fu un odio insieme etnico, nazionale e ideologico. Fu il dispiegarsi della violenza del regime di Tito, al quale non mancò sostegno, non mancarono complici.


I morti delle foibe appartengono alla sterminata schiera di vittime dell’intolleranza, dei progetti di sterminio e delle pulizie etniche che hanno attraversato il Novecento e l’Europa, e di una capacità di odiare e di disprezzare di cui, non dobbiamo nascondercelo, anche in questo secolo si fa molta fatica a liberarsi.


Il senso profondo del Giorno del Ricordo è qui.


Non certo nel tentativo di contrapposizione storica, piegando quelle vicende a visioni parziali e di parte.


È nell’insegnamento di quanto è costato costruire la democrazia in terre dove a lungo le istituzioni, quelle del regime fascista, sono state adoperate per negare, violare, cancellare identità e diritti. Nella comprensione di cosa significa davvero, di quanto è prezioso, vivere in un Paese dove ognuno deve essere libero di esprimere sé stesso, senza la paura di essere discriminato, oppresso, perseguitato.

 
 
 

Commenti


Scrivimi:

info@andreamartella.eu

Seguimi:

  • White Facebook Icon
  • White Twitter Icon
  • White Instagram Icon

Incontriamoci:

Padova

Via Beato Pellegrino, 16

bottom of page