8 MARZO 2023. Giornata internazionale della Donna
- 8 mar 2023
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Ci sono giornate che non sono semplici ricorrenze. Ci sono date che non sono solo da celebrare. Ci sono parole, e persone che le pronunciano, che hanno un grande valore.
In questo 8 marzo, Giornata internazionale della Donna, credo sia bello e giusto ricordare l’osservazione fatta tempo fa da una grande italiana, da una delle “madri” della nostra Repubblica.
“Quando le donne si sono impegnate nelle loro battaglie”, disse una volta Tina Anselmi, “le vittorie sono state vittorie per tutta la società. La politica che vede le donne in prima linea è politica di inclusione, di rispetto delle diversità, di pace”.
Queste parole contengono una verità profonda. I passi avanti compiuti dalle donne lungo il cammino dell’emancipazione e della parità dei diritti hanno fatto progredire tutto il nostro Paese, non solo la sua metà femminile.
Al tempo stesso, è doveroso essere consapevoli del fatto che questo cammino non è affatto terminato e che sono necessari ulteriori sforzi per contrastare discriminazioni e violenze contro le donne e per incrementare la loro partecipazione alla vita politica, economica e lavorativa del nostro Paese.
Non è un caso, purtroppo, che nella classifica dell’indice europeo sull’uguaglianza di genere l’Italia occupi la 14^ posizione tra gli Stati membri dell’Unione. Sì, dal 2010 ad oggi abbiamo risalito sette posti in graduatoria. Ma rimaniamo ancora al di sotto della media europea. E particolarmente preoccupante è la situazione del mercato del lavoro, considerando che questi anni di pandemia hanno fatto registrare una perdita di decine di migliaia di posti a livello di occupazione femminile.
Nel giorno in cui celebriamo l’impegno e le conquiste delle donne, abbiamo quindi il dovere di riconoscere che il famoso “tetto di cristallo” è scalfito ma è sempre lì, ad impedire alle donne di salire dove meritano e di respirare a pieni polmoni in base alle proprie capacità.
Al tempo stesso, però, le possibilità ci sono. Ci sono le idee, esistono buone pratiche e non mancano i soggetti in grado di “fare rete”, di sviluppare strategie e azioni sostenibili per la promozione della parità di genere.
Lavoriamo per raggiungere questo grande obiettivo. Sarebbe un bene per tutti. E tutti potremmo guardare con più fiducia al futuro del Paese, nostro e dei nostri figli.



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