C'è voglia di cambiamento. La nostra proposta è credibile
- 11 apr 2025
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Segretario Andrea Martella, il Pd Veneto scende in piazza: 160 gazebo nel weekend in tutto il Veneto. I leghisti dicono che li state copiando.
«Ma cosa dicono? Noi per primi abbiamo portato in Italia lo strumento delle primarie e costruito forme strutturate e serie di partecipazione. Ma c'è una differenza di fondo: loro governano il Veneto da trent'anni, ed è surreale che ora si mettano a chiedere ai cittadini cosa funziona e cosa no, mentre passano le giornate a litigare su chi spetti il candidato e su quanti assessori spettino all'uno o all'altro partito. Noi invece facciamo un'operazione vera: stiamo costruendo un programma dal basso, con associazioni, movimenti e ora direttamente con i cittadini. Per costruire un'alternativa».
Elezioni regionali, lei spinge per l'autunno. Perché non in primavera come prevede la legge elettorale veneta?
«Perché la legge nazionale stabilisce chiaramente che la durata del mandato è di cinque anni. E la legge regionale non può violare quella nazionale, non si possono allungare i tempi per tenere Zaia sulla poltrona fino alle Olimpiadi».
Un punto certo è la non ricandidatura di Luca Zaia.
«Zaia è già al terzo mandato, quindici anni sono più che sufficienti. Il ricambio serve a evitare incrostazioni, autoreferenzialità, poteri personali. È un principio sano, che esiste in molte democrazie. E serve a garantire anche una qualità del dibattito pubblico, perché nessuno è insostituibile».
Come sarà la coalizione del centrosinistra alle prossime Regionali?
«Ampia, unita, con una visione condivisa. Basta guardare chi sta partecipando alla grande consultazione di questo fine settimana: Partito Democratico, Alleanza Verdi Sinistra, Movimento 5 Stelle, Veneto che Vogliamo, il Veneto Vale, +Europa, Volt Europa, Partito Socialista Italiano e Movimento Socialista Liberale. Da mesi lavoriamo insieme, con armonia, e ora portiamo questo lavoro al confronto con i cittadini. Siamo già la coalizione più ampia che si sia mai presentata in Veneto. E ritengo ci sarà anche Italia Viva, così come con Azione il confronto non si è mai interrotto».
È vero che avete avuto interlocuzioni con l'immunologa Antonella Viola come candidata presidente? Vi ha detto di sì o di no? Circolano anche i nomi di Sergio Giordani e Achille Variati. Inseriamo anche il suo nel totonomi?
«Sono in corso interlocuzioni e valutazioni. Ma non commento ipotesi singole, per rispetto delle persone e perché vogliamo costruire una scelta condivisa con la coalizione. Dico solo che il mio nome non è sul tavolo. Ho scelto di assumermi la responsabilità di coordinare il lavoro della coalizione e costruire le condizioni per un progetto vincente».
Lei dice che in Veneto è finita un'era. Nella nuova era il centrosinistra sarà ancora ai margini?
«Questo dipenderà dai cittadini, naturalmente. Ma penso che si stia aprendo una fase nuova. La qualità della vita, sotto ogni profilo, è peggiorata. In campo economico, sociale, sanitario, ambientale e della sicurezza. C'è voglia di cambiamento, si sente. Sta a noi offrire una proposta credibile, seria, all'altezza delle sfide. E questo è esattamente ciò che stiamo facendo».



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