Calo degli sportelli. Il Governo non sottovaluti il tema sociale sociale. Tutelare piccoli centri e anziani
- 4 apr 2024
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La rarefazione degli sportelli, oltre alle ricadute negative dal punto di vista occupazionale provoca disagi e disservizi ai cittadini.
Condivido la preoccupazione delle organizzazioni sindacali dei bancari, nonché delle associazioni dei consumatori legata alle conseguenze della crescente desertificazione bancaria sul territorio.
Non dobbiamo dimenticare che siamo in Paese in cui un parte rilevante della popolazione non vive nei grandi centri e soprattutto nel quale la popolazione anziana ha numeri rilevanti.
Oggi la chiusura di sportelli interessa in principal modo questi due segmenti di cittadini accentuando disparità e diseguaglianze.
Non dobbiamo dimenticare che le banche custodiscono il risparmio e che i soldi sono quelli di persone famiglie e imprese che li affidano. Avere difficoltà ad avere un rapporto con la propria banca perché diventa tutto virtuale è un problema.
Perché i rischi sono quelli di una spersonalizzazione del rapporto tra risparmiatore e istituto di credito, che con il venir meno di un luogo fisico di incontro tra questi due soggetti, mette a rischio il rapporto fiduciario.
Il taglio degli sportelli non è legato a necessità economiche: in questi anni le banche hanno massimizzato extraprofitti e quindi avrebbero le risorse per mantenere una capillarità sul territorio con filiali e sportelli, dovrebbero quindi tornare a investire su quel rapporto fiduciario con il cliente e con il territorio.
Il Governo dovrebbe aprire subito un confronto con le organizzazioni sindacali e con le istituzioni territoriali per garantire dei livelli essenziali di presenza di questi servizi, perché incidono anche sul livello di coesione sociale e territoriale.



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