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Carcere minorile di Treviso

  • 10 ott 2024
  • Tempo di lettura: 3 min

La situazione carceraria in Italia e in Veneto versa - e non è un mistero - in una condizione di oggettiva e permanente emergenza.


Nell'esercizio delle mie prerogative di parlamentare della Repubblica, mi sono recato più volte a visitare l'istituto penale minorile di Treviso, dove ho potuto constatare personalmente le diverse criticità che ho riportato nelle varie interrogazioni parlamentari: sovraffollamento, carenza di spazi adeguati, insufficiente personale della polizia penitenziaria, mancanza di educatori. Sono questioni cruciali che solo recentemente hanno iniziato a ricevere qualche timido segnale positivo.


Tuttavia, vorrei sottolineare un altro fatto altrettanto chiaro.


Il decreto-legge cosiddetto Caivano ha, per scelta del Governo, incrementato il ricorso alla detenzione minorile. I dati dell'associazione Antigone parlano chiaro: non solo c'è un dimezzamento dei fondi a disposizione della formazione e del lavoro, ma c'è stato un aumento della detenzione dei ragazzi tra i sedici e i diciassette anni. La vostra politica si riassume in una scelta precisa: aumentare le pene detentive, mettere più ragazzi in carcere, ma deve essere chiaro che con la sola repressione, senza investimenti in infrastrutture sociali e scolastiche, non si va da nessuna parte.


Ho potuto verificare in prima persona l'impegno e la professionalità degli operatori, ma, nonostante il loro encomiabile lavoro, le carenze strutturali rimangono evidenti, come ho visto anche nel corso dell'ultima visita. La mia prima visita era avvenuta dopo la rivolta che c'era stata nel 2022 e ho potuto verificare i lavori di ripristino che sono stati effettuati, che hanno lasciato la situazione immutata. I lavori non hanno fatto altro che ripristinare una situazione preesistente senza risolvere i problemi. Oggi, allora, voglio essere ancora più preciso in quest'Aula, perché è giusto che al Senato e in Parlamento si riportino anche queste cifre e nel farlo ci si mettano la massima attenzione e precisione.


Attualmente ci sono 22 detenuti, tra minori e giovani adulti, a fronte di uno spazio per 12 persone. Questo sovraffollamento comporta la convivenza forzata tra minori e maggiorenni, spesso coinvolti in reati molto diversi. Gli spazi delle celle sono ridottissimi, con bagni di appena un metro quadrato. Lo spazio del refettorio è talmente angusto e limitato che i pasti devono essere serviti in due turni diversi per il pranzo e per la cena. Non esiste uno spazio adeguato per le attività sportive. C'era un campo da calcio, quello della attigua casa circondariale per adulti, che non è più utilizzato da aprile di quest'anno perché ritenuto inagibile.


A tutto questo si aggiunge la cronica mancanza di personale civile sia in segreteria che in ragioneria; è vero, sono stati recentemente immessi nuovi agenti di Polizia penitenziaria e cinque nuovi educatori, ho potuto verificarlo, ma non possiamo nasconderci, forti di questi numeri, che la situazione ancora rimane gravemente critica.


Per quanto riguarda poi la nuova struttura di Rovigo a cui lei, Vice Ministro, ha fatto riferimento, davvero mi auguro che le promesse si concretizzino, perché quell'istituto potrebbe alleggerire la pressione su Treviso. Tuttavia, chiediamo al Governo di rispettare gli impegni presi e di dotare questa nuova struttura del personale necessario, rendendola operativa il prima possibile. Diversamente, continueremo a trovarci in una situazione di emergenza che non consente il rispetto del dettato costituzionale circa la funzione rieducativa della pena.


Signor Sottosegretario, lei è perfettamente consapevole che i nostri istituti penitenziari sono troppo spesso assimilabili a veri e propri gironi danteschi sia per i detenuti che per gli operatori. In Veneto i numeri sono drammatici, con un sovraffollamento che ha superato il 134 per cento della capienza, con una carenza di personale che non è mai stata colmata. È dunque necessario riportare l'esecuzione della pena e in particolare quella minorile ad un livello adeguato agli standard dei Paesi democratici, nel pieno rispetto dei principi costituzionali e delle normative europee. La detenzione deve essere orientata al recupero e al reinserimento sociale dei condannati e deve avvenire nel pieno rispetto dei diritti umani.


Per queste ragioni continueremo a vigilare e a incalzare il Governo affinché agisca con decisione e continueremo a farlo nel rispetto delle nostre funzioni parlamentari e nel pieno rispetto anche della nostra Costituzione.




 
 
 

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