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Disposizioni per l’attuazione dell’autonomia differenziata

  • 9 dic 2022
  • Tempo di lettura: 2 min



Oggi abbiamo presentato il disegno di legge che ho depositato al Senato che rappresenta la traduzione legislativa e parlamentare della posizione che sul tema dell’autonomia il PD del Veneto ha assunto da qualche tempo con l’avvio della mia segreteria.


I questi giorni la discussione si è fatta più di merito grazie soprattutto all’intervento del Presidente della Repubblica e oggi vogliamo indicare quale siano le modalità e i termini per arrivare ad una forma di autonomia differenziata.


Il Governo non ha prodotto alcun documento ufficiale. È circolata una bozza che poi è stata ritirata.


Questo disegno di legge nella discussione parlamentare, quando si terrà, verrà abbinato a quello del Governo.


È utile richiamare alcuni punti fermi.


È necessario che il Parlamento fornisca al Governo e alle Regioni un quadro unitario

e coerente che definisca l’autonomia in un quadro intangibile di unità nazionale.


È impraticabile la richiesta avanzata dal Veneto circa la trattenuta dei 9/10 dei tributi riscossi a livello regionale così com'è impraticabile la contestuale attribuzione di quelle che sono state raccontate come le 23 materie spettanti.


I livelli essenziali delle prestazioni (LEP) concernenti i diritti sociali e civili in tutto il territorio nazionale devono essere definiti prima delle attribuzione di competenze alle regioni e con questo disegno di legge noi proponiamo la scadenza di un anno dalla entrata in vigore della legge.


Il finanziamento delle funzioni attribuite a seguito di intesa deve avere come riferimento il superamento della spesa storica in favore dei cosiddetti fabbisogni standard.


È necessario introdurre l’autonomia differenziata anche rivedendo articolo 117 terzo

comma della Costituzione e prevedendo il superamento della previsione di alcune materie concorrenti  come energia, grandi reti di trasporto, banche. La scuola poi, va detto con chiarezza, non può certo essere attribuita alle regioni.


L’ autonomia non è un fine in sé, ma un processo in cui sperimentare il miglioramento delle politiche pubbliche.


L’autonomia serve perché le regioni possano misurarsi con l’esercizio di funzioni in grado di cambiare in meglio la vita dei cittadini.





 
 
 

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