Dopo l'ennesimo fallimento, Meloni chiarisca come intende procedere sull'Ex Ilva
- 9 gen 2024
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Oggi, dopo l'ennesimo fallimento delle trattative per l'Ex Ilva, ho presentato un'interrogazione alla Presidente del Consiglio, sottoscritta da tutto il gruppo del PD, con la quale chiediamo di sapere quali iniziative urgenti intenda adottare il Governo per salvaguardare la continuità operativa degli stabilimenti di Acciaierie d'Italia di Taranto, Genova, Novi Ligure e Porto Marghera, e per garantire il mantenimento dei livelli occupazionali e l'aiuto alle imprese dell'indotto.
Nell'interrogazione si chiede inoltre se il governo intenda procedere in direzione del passaggio, entro brevi termini, del controllo azionario di ADI da Arcelor Mittal ad Invitalia tramite la conversione del prestito di 680 milioni di euro, erogato con il decreto legge n. 2 del 2023, in aumento di capitale o, in alternativa, se intenda procedere in direzione dell'amministrazione straordinaria per ADI.
Serve fare chiarezza sulle intenzioni del Governo per tentare di mantenere nel nostro Paese un importante e competitivo settore produttivo come quello dell'acciaio. L'Esecutivo deve spiegare come intende attivarsi per garantire in prospettiva l'ingresso di nuovi e affidabili investitori industriali nella compagine azionaria ADI a cui affidare la gestione del rilancio produttivo del più grande stabilimento siderurgico europeo e il completamento degli interventi di decarbonizzazione della produzione e di messa in sicurezza ambientale del sito.
La vicenda di Acciaierie d'Italia, dopo mesi di gestione fallimentare da parte di Arcelor Mittal, è giunta ad un punto di non ritorno. Nell'incontro avvenuto in data 8 gennaio 2024, tra il Governo e i vertici di Arcelor Mittal ed Invitalia, non è stata trovata una soluzione per immettere nuove risorse per il funzionamento degli stabilimenti AdI che stanno producendo a ritmi molto bassi.
Nella riunione il Governo, a fronte dell'esigenza di ADI di avere a disposizione circa 420 milioni di euro per il pagamento delle forniture del gas necessarie al funzionamento degli impianti, ha prospettato un aumento di capitale di 320 milioni di euro e far salire la quota di Invitalia al 60 per cento del capitale di AdI. La risposta negativa di Arcelor Mittal ha portato il Governo a prospettare ad Arcelor Mittal la sottoscrizione di tutto il capitale sociale necessario a far salire Invitalia al 66 per cento del capitale di AdI. Anche in questo caso la risposta è stata negativa.
È evidente che siamo di fronte al fallimento della strategia che il governo Meloni ha portato avanti in questo anno: il memorandum sottoscritto dal ministro Fitto si è rivelato un bluff e le tante dichiarazioni rassicuratorie del ministro Urso si sono dimostrate inutili. Nei prossimi giorni si deciderà il futuro degli stabilimenti di Acciaierie d'Italia.
A questo punto non è più possibile tergiversare: il Governo è chiamato ad assumere decisioni nette invertendo definitivamente il percorso ondivago che nel corso dell'ultimo anno ha contribuito ad avvallare la gestione fallimentare di Arcelor Mittal.



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