EX ILVA. OCCORRE CHIAREZZA SULLA GOVERNANCE. GOVERNO DICA CHE STRADA SCEGLIE
- 3 dic 2023
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La vicenda dell'Ex Ilva di Taranto, dopo ormai diversi mesi di governance irresponsabile, è giunta ad un punto di crisi talmente grave da richiedere un tempestivo e definitivo intervento del Governo volto a garantire un futuro certo agli stabilimenti di produzione dell'acciaio, ai lavoratori e alle imprese dell'indotto di ADI.
Nell'assemblea dei soci di Acciaierie d'Italia, riunitasi il 29 novembre scorso, Arcelor Mittal non avrebbe manifestato l'intenzione di procedere alla sottoscrizione dell'aumento di capitale di 1,5 miliardi, così come richiesto dal consiglio di amministrazione.
Per questo l'Assemblea dei soci di Acciaierie d'Italia è stata riconvocata per il 6 dicembre.
Sulla situazione di grave crisi degli stabilimenti dell'Ex Ilva gravano anche le scelte del Governo adottate nel corso dell'ultimo anno: con il decreto-legge n. 2 del 2023, il Governo ha sbloccato risorse per 680 milioni di euro in favore di Arcelor Mittal per garantire liquidità all'azienda, senza che tale intervento abbia prodotto risultati apprezzabili sulla ripresa produttiva ed occupazionale di ADI, e, nel mese di settembre 2023, il ministro Fitto ha sottoscritto un memorandum con l'amministratore delegato di ADI e Arcelor Mittal, finalizzato a garantire lo stanziamento di risorse per oltre 2 miliardi di euro a valere sul Repower Eu ma senza alcuna chiarezza sugli impegni finanziari a carico del gruppo Mittal.
Tale accordo, oltre a confermare la posizione del Governo in favore di Arcelor Mittal, ha finora archiviato l'ipotesi di portare Invitalia al 60 per cento del capitale di ADI e di cambiare definitivamente la governance dell'azienda.
Per questo ho depositato un’interrogazione al Presidente del Consiglio, sottoscritta da tutto il gruppo PD, nella quale chiedo di sapere 'quali iniziative urgenti intenda adottare il Governo per salvaguardare la continuità operativa degli stabilimenti di Acciaierie d'Italia di Taranto, nonché degli stabilimenti di Genova e di Novi Ligure, e per garantire il mantenimento dei livelli occupazionali e l'aiuto alle imprese dell'indotto, messi a rischio dalla disastrosa gestione di Arcelor Mittal; se intenda procedere all'approvazione degli emendamenti depositati alla legge di bilancio che prefigurano il passaggio, entro il 31 dicembre 2023, del controllo azionario di ADI da Arcelor Mittal ad Invitalia tramite la conversione del prestito di 680 milioni di euro, erogato con il decreto legge n. 2 del 2023, in aumento di capitale; se, al contrario, intenda procedere con l'attuazione del Memorandum sottoscritto nel mese di settembre 2023 dal Ministro Fitto e da Arcelor Mittal finalizzato a garantire all'azienda lo stanziamento di risorse per oltre 2 miliardi di euro a valere sul Repower Eu e ad evitare per tale via qualsiasi impegno finanziari a carico di Arcelor Mittal, come dimostra l'esito dell'Assemblea dei soci di ADI del 29 novembre 2023; se, in relazione al suddetto utilizzo delle risorse del Repower EU, il Governo abbia ottenuto l'assenso della Commissione Europea.



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