Fermiamo la violenza di genere
- 19 nov 2023
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C’è una mentalità, antica e però ancora troppo diffusa, che va sconfitta. Quella imbevuta di possesso, quella scambiata per amore.
Non è più possibile aprire il giornale o accendere la televisione sapendo che a giorni alterni saremo messi di fronte alla notizia di una giovane donna che avendo detto no a suo marito, al suo fidanzato, a un uomo che la considera un oggetto da possedere anche contro la sua volontà, è stata uccisa.
È una questione che non si può affrontare solo con il doveroso intervento delle Forze dell’Ordine, della Magistratura, delle Istituzioni. Con indagini, processi e norme. Punizione dei colpevoli e protezione delle vittime sono esigenze fondamentali e vanno assicurate in ogni modo. Insieme, però, c’è il grande tema della prevenzione, che porta inevitabilmente su un piano che è innanzitutto culturale.
Per combattere realmente la violenza c’è bisogno di una rivoluzione culturale, di una profonda volontà di cambiamento nel rapporto tra i sessi e le persone. Serve davvero, se possiamo definirlo così, un nuovo “alfabeto delle relazioni”. Fatto di riconoscimento delle differenze, della parità e prima ancora del rispetto. Un alfabeto da imparare fin sui banchi di scuola, per potersi relazionare agli altri, così come si imparano le lettere e i numeri per scrivere e “far di conto”, come si diceva una volta.
Sono convinto che le scuole, a patto vengano messi in campo strumenti ed investimenti adeguati, in grado di valorizzare e non mortificare il ruolo dei docenti, possano e debbano essere potenti agenti di cambiamento, con iniziative di sensibilizzazione, informazione e formazione che diano alle bambine e ai bambini i primi decisivi strumenti e alle ragazze e ai ragazzi autonomia e capacità d’analisi. Una vera e propria “educazione sentimentale”, insomma.
Perché diffondere una cultura che valorizzi e rispetti la differenza di genere, che sradichi una volta per tutte ogni forma di violenza sulle donne, è davvero tra i migliori investimenti sul futuro che la nostra società possa fare.



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