Invalsi 2023. Una riflessione sulla scuola
- 16 lug 2023
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 28 lug 2023

L’articolo 34 della Costituzione recita: la scuola è aperta a tutti. L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.
I dati Invalsi per il 2023 resi noti pochi giorni fa ci inducono a riflettere proprio partendo da questo articolo della Costituzione.
Se un alunno su due della primaria non comprende ciò che legge in italiano, e in matematica le cose vanno anche peggio allora come sistema Paese abbiamo un problema che riguarda il presente ma soprattutto il futuro.
Un Paese con questi numeri sulla formazione è un Paese che rischia di precludersi ogni capacità competitive perché queste carenze influiranno e non poco per quanto riguarda l’accesso al mondo del lavoro.
Persone non formate e con queste difficoltà di base rischiano di essere escluse in maniera permanente dal mercato del lavoro con tutte le conseguenze anche sociali che possiamo immaginare.
Il Ministro Valditara non dovrebbe dichiararsi sorpreso da questi numeri, dovrebbe, invece, dirci cosa intende fare per invertire questo trend.
Dovrebbe chiedere al suo collega Fitto quali progetti PNRR intende preservare per la scuola per investire sull’istruzione pubblica.
Dovrebbe recedere dal portare avanti la norma sul dimensionamento introdotta da questo governo che penalizzerebbe le aree interne e di montagna.
Nel centenario della nascita di Don Milani non possiamo permetterci numeri di questa portata così drammatica.
Sulla scuola, come sostiene chi ci lavora tutti i giorni, serve un patto costituzionale che impegni il Paese ad investire di più sugli insegnanti e sui moduli formativi, sulle competenze linguistiche e sulla matematica così come sull’inglese.
Quello che non possiamo assolutamente permetterci è continuare su questo piano inclinato. Perché questi dati dobbiamo leggerli anche avendo sullo sfondo la grande questione per ora solo evocata ma sempre più vicina della applicazione della intelligenza artificiale.
Per noi la scuola è una frontiera irrinunciabile sulla quale chiediamo alle altre forze politiche di aprire un confronto in Parlamento per rilanciarla.
Dobbiamo e provare da subito ad invertire la curva di questi numeri restituendo al sistema scolastico pubblico la funzione di formazione e riscatto, anche sociale, favorendo la mobilità sociale e lo sblocco di quell’ascensore sociale che da troppo temo è fermo. Facciamo presto.



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