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La grande sfida che possiamo vincere

  • 23 dic 2024
  • Tempo di lettura: 2 min

Il Veneto sta vivendo la fase finale di un lunghissimo ciclo politico: quindici anni di governo Zaia e complessivamente trent’anni ininterrotti di potere dei partiti di destra. È un ciclo che non si chiude all’insegna dei successi e nemmeno delineando progetti per il futuro, ma con liti, rotture e promesse mancate.


È ferma al palo persino la grande promessa-bandiera dell’autonomia differenziata, diventata il simbolo eclatante di un fallimento politico che nemmeno l’ipertrofia comunicativa di Zaia riesce più a nascondere.


A sette anni dal referendum veneto, la legge Calderoli, che avrebbe dovuto rappresentare il coronamento di questa promessa, è stata parzialmente bocciata dalla Corte Costituzionale per limiti evidenti e gravi di costituzionalità.


Ma non è solo sull’autonomia che il centrodestra non ha prodotto risultati, sprecando anni preziosi. Tanto che le cittadine e i cittadini della nostra regione si ritrovano, oggi, a guardare al futuro con timore: per le difficoltà economiche, per la precarietà sociale, per l’impatto crescente delle crisi ambientali che colpiscono il nostro territorio.


Il Veneto non può più permettersi un modello politico fermo, sclerotizzato, arroccato nelle sue logiche di potere, incapace di affrontare le sfide di oggi e domani.


È il momento di costruire un nuovo futuro, con un modello di benessere più equilibrato, che a quello economico affianchi il benessere sociale, ambientale, generazionale e culturale.


Vogliamo un Veneto che garantisca una sanità pubblica realmente accessibile e di qualità, che offra opportunità concrete per i giovani costretti troppo spesso a cercare futuro altrove, che adotti politiche capaci di tutelare le famiglie e i lavoratori.


Vogliamo che il Veneto si sviluppi nel segno della sostenibilità, investendo sulla transizione ecologica, sulla digitalizzazione, sulla formazione continua dei lavoratori e sull’accompagnamento verso le nuove professioni. Le politiche ambientali non possono più essere relegate su un piano secondario: devono essere il cuore di una strategia per un Veneto più forte, equo e competitivo.


La qualità della vita deve diventare il faro di ogni nostro intervento, perché senza benessere sociale non c'è vera crescita.


Per procedere lungo questa strada, serve un grande patto sociale. Una grande alleanza che coinvolga la società veneta in tutte le sue componenti, unendo forze civiche, movimenti, realtà locali intorno a un progetto comune per il Veneto.


Non si tratta solo di un cambio politico, ma di un cambio di metodo: attraverso la capacità di coinvolgere, progettare e realizzare.


E non è nemmeno solo una sfida politica. È una sfida di comunità. Da affrontare lavorando insieme, ascoltando i bisogni di ogni territorio e costruendo una visione condivisa.


Il nostro progetto, la nostra proposta, è per un Veneto che sia protagonista, e non semplice spettatore, delle grandi trasformazioni del nostro tempo. Senza lasciare indietro nessuno.


Questa è la grande sfida che il nuovo anno porterà con sé. Senza dubbio una sfida grande e appassionante ma che possiamo vincere. Insieme.


I miei più cari auguri di Buon Natale e per un 2025 all’altezza delle sfide che ci attendono.

 
 
 

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