La piazza, aperta e grande, del Partito Democratico
- 10 nov 2023
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Quella di domani, a Roma, sarà una piazza aperta, grande, propositiva, unita dall’idea di un Paese più giusto, accomunata dalla volontà di costruire un’alternativa concreta a una destra che dopo un anno di governo non è riuscita a risolvere nemmeno uno dei tanti problemi delle famiglie, dei lavoratori e delle imprese italiane.
Elly Schlein e tutto il Partito democratico hanno voluto questa manifestazione, che farà registrare un’importante partecipazione del Pd Veneto, non solo per ribadire la volontà di esercitare, attorno alle questioni concrete, un’opposizione sempre più forte ed efficace, ma anche per affermare una visione del futuro dell’Italia.
Esattamente ciò che manca al governo, a giudicare sia dalla navigazione incerta e confusa di questi lunghi mesi, sia da una Legge di Bilancio fragile, di piccolo cabotaggio, del tutto priva di strategia e prospettiva.
È una coperta, quella della Manovra, decisamente troppo corta, fatta per quasi due terzi in deficit e sovrastimando la crescita di almeno mezzo punto rispetto alla media delle previsioni. In realtà, sono proprio il sostegno alla crescita, il rilancio degli investimenti e dell’economia a mancare del tutto. Siamo di fronte ad un affastellamento di misure che, al di là della conferma per un solo anno del preesistente taglio del cuneo fiscale, rappresentano dei “contentini” distribuiti qua e là che non miglioreranno le condizioni di vita degli italiani.
Condizioni destinate anzi a peggiorare, considerando che nulla si fa riguardo a scuola, diritto alla casa e sanità, rispetto alla quale i tagli produrranno una riduzione dei servizi alle persone e un allungamento delle liste d’attesa. E poi considerando che si procede con pesanti tagli anche agli enti locali, che si rialza l’Iva su assorbenti e prodotti per l’infanzia e che sul fronte delle pensioni si restringono i requisiti per quelle anticipate e si riducono, per fare cassa, quelle di 700 mila dipendenti pubblici.
Con la pesante aggravante che dopo aver costantemente mortificato il Parlamento con 47 decreti legge in un anno, spesso approvati con la fiducia, assistiamo ora al diktat imposto alla maggioranza di non presentare emendamenti alla Manovra.
È una deriva inaccettabile e che va fermata, soprattutto di fronte alla proposta di riforma costituzionale del governo che punta in modo velleitario e pasticciato ad un “premierato” basato sull’elezione diretta del Presidente del Consiglio e che finirebbe per avere due esiti esiziali: lo stravolgimento della Costituzione, perché ad essere colpita sarebbe di fatto la forma di governo parlamentare, e lo svuotamento del ruolo di garanzia del Presidente della Repubblica, che non potendo più né conferire l’incarico al Primo Ministro né sciogliere le Camere, sarebbe trasformato in una sorta di notaio, senza più quel ruolo di arbitro nella gestione di situazioni di crisi che nel recente passato più di una volta ha rappresentato la salvezza per il Paese.
Anche per questo manifesteremo, domani. Per questo e per la pace, ferita e minacciata dal conflitto che si è scatenato in Medio Oriente dopo il criminale attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre. Siamo convinti che la comunità internazionale debba fare ogni sforzo per far sì che si arrivi ad un “cessate il fuoco” umanitario, che gli ostaggi israeliani siano liberati senza condizioni e che si fermi la strage di civili, perché il bombardamento di scuole e campi profughi viola le regole del diritto internazionale. Anche in questo momento, soprattutto in questo momento, bisogna avere il coraggio e la tenacia di percorrere l’unica strada possibile, dopo aver isolato e sconfitto ogni estremismo: “due popoli e due Stati”, garantendo ad entrambi la possibilità di vivere in pace e sicurezza.
In un momento storico che mostra con urgenza estrema quanto salute e funzionamento della democrazia, giustizia sociale, cambiamenti climatici e pace siano questioni strettamente intrecciate tra loro, il Partito democratico sarà a Piazza del Popolo per dire che un’alternativa c’è, e che un futuro diverso, migliore, più giusto, si può immaginare e costruire.



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