Medico indagata: Martella,caso che rischia di non essere isolato
- 8 nov 2024
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Il caso di Eleonora deve farci riflettere tutti. Sarebbe irrispettoso e inaccettabile derubricarlo a mera fatalità, a incidente senza colpe:l. Quando si taglia sulla sanità è inevitabile che il servizio si impoverisca. È così che i cittadini vedono diminuire diritti e sicurezze soprattutto nel sociale.
Quella di Eleonora è una tragedia che, purtroppo, rischia di non restare isolata, per un mix di scelte sbagliate del governo regionale e di quello nazionale sulla sanità. È lo stesso sistema sanitario regionale a confermare, proprio in queste ore, che, se non si procederà a nuove assunzioni tra medici e infermieri, già nei prossimi anni potremmo arrivare alla chiusura di 5 ospedali in Veneto. Ma la soluzione non può essere quella di aprire le porte dei servizi di emergenza a personale non sufficientemente specializzato. Il Pronto Soccorso ha bisogno di personale altamente qualificato. La stagione dei gettonisti si deve concludere, punto. Il lutto di un’intera comunità, quella di Sant’Angelo di Piove, ce lo ricorda.
Anche le scelte della manovra economica del governo, ora in Parlamento, impatteranno ulteriormente e pesantemente sui bilanci regionali e sui servizi essenziali per i cittadini veneti.
Meloni e Schillaci avevano promesso miliardi al SSN, ma le cifre reali parlano di un’inadeguatezza delle risorse rispetto alle necessità di medici e infermieri, già costretti a scioperare il prossimo 20 novembre per condizioni salariali e lavorative precarie. Parlavano di 3,5 miliardi di euro per assumere 30.000 tra medici e infermieri nel triennio. Ma a conti fatti siamo di fronte ad uno stanziamento che non copre nemmeno le emergenze.
Zaia si era congratulato, solo pochi giorni fa, con il Governo per aver, parole sue, invertito la rotta sui finanziamenti alla sanità. La realtà però è ben diversa. Al governatore chiediamo di spiegare come pensa di gestire i tagli imposti da Roma senza danneggiare i veneti. Non basta la propaganda, non bastano i proclami, non basta tagliare nastri ogni due per tre: la realtà è che il Veneto sta arretrando nella qualità e accessibilità dei servizi sanitari.
Le conseguenze sono già evidenti con liste d’attesa sempre più lunghe, una carenza cronica di medici di famiglia, e una copertura insufficiente nei servizi territoriali e nella salute mentale. La verità è che la sanità pubblica veneta è sempre più a rischio di privatizzazione con il serio rischio di lasciare molti cittadini senza accesso alle cure e ai servizi essenziali.



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