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Nucleare arma di distrazione di massa su fallimento del centrodestra a Venezia

  • 18 ott 2024
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 22 ott 2024



La proposta di una centrale nucleare a Marghera è un'arma di distrazione di massa sul fallimento dell'amministrazione Brugnaro a pochi chilometri dalla Basilica di S. Marco, a ridosso di un centro abitato e per di più in un ambiente unico come la laguna.


Il dibattito sul nucleare, sia in Veneto sia in tutta Italia, è al momento solo retorico e lontano da risultati concreti. Sia per quanto riguarda la fusione, tecnologia innovativa e interessante su cui sono al lavoro anche tanti centri di ricerca veneti e nazionali, sia per il nucleare di IV generazione ancora in fase sperimentale.


In poche parole se fosse la cosa giusta la vedremo tra decenni.


Ma il nucleare non lo è nemmeno da un punto di vista economico per le nostre bollette: se è infatti vero che molti paesi hanno importanti quote di energia elettrica prodotta per via nucleare, non è vero che stiano allestendo un rilancio significativo di questa fonte. Questo non perché sia stata fermata – come in Italia, Austria, Svezia – da referendum, né solo per motivazioni legate alla sicurezza degli impianti e del ciclo nucleare, ma per i costi.


La struttura dei costi del kilowattora nucleare è infatti particolare rispetto a quello di altre fonti. Incide molto la costruzione degli impianti, relativamente poco la gestione e il costo del combustibile, tantissimo lo smantellamento e la chiusura del ciclo, con la messa in sicurezza delle scorie. Il solo impianto non definitivo per le scorie ad alta attività in costruzione in Francia, a Bure, costa oltre 15 miliardi di euro.


E nel nostro Paese manca ancora il deposito nazionale e non è stata assunta alcun decisione circa la sua collocazione.


La strada maestra è, al contrario, segnata dalle rinnovabili per ridurre emissioni e garantirci vera indipendenza energetica.


E' poi inaccettabile che Marghera venga considerata, ancora una volta in modo estemporaneo, un "sito-discarica" dove collocare tutto ciò che è pericoloso e sgradito. Il suo futuro passa invece per un rilancio vero delle attività produttive, come previsto dai piani della ZLS, e del lavoro con tecnologie che guardano al futuro.


Oltre ad essere un ottimo sito per grandi impianti di fotovoltaico con i relative centrali per l'idrogeno verde. Progetti veramente green, non inquinanti, tecnologicamente avanzati e che abbassano le bollette di cittadini e imprese.

 
 
 

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