SOTTO LA PROPAGANDA E L'IDEOLOGIA, NIENTE...
- 24 giu 2023
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Non sono certo mancate, in questi mesi, le occasioni in cui è stato sin troppo facile mettere in evidenza l’improvvisazione e l’incompetenza di questo Governo.
Molto distanti dai proclami roboanti e dalle promesse demagogiche che avevano contraddistinto una campagna elettorale in cui i massimi esponenti della destra avevano assicurato di essere “pronti” ad assumere la guida del Paese.
Il problema, per gli italiani, è che non c’è nemmeno bisogno di guardare troppo indietro. La lista dei problemi e delle risposte assenti o sbagliate si aggiorna di continuo. Pensiamo solo alla settimana che si è appena conclusa.
Al Senato, sul “decreto lavoro”, la maggioranza è andata sotto su un pacchetto di emendamenti presentati dallo stesso relatore e ha dovuto anche correggere il tiro rispetto al taglio che dimezzava i risarcimenti per le famiglie delle vittime degli infortuni sul lavoro.
Sul “Mes”, il cosiddetto Fondo salva-Stati, si è innescato un vero e proprio corto circuito non appena il Capo di gabinetto del Ministro dell’Economia Giorgetti ha dichiarato, in senso opposto alle reiterate prese di posizione della premier Meloni, che “l’attivazione del supporto rappresenterebbe, direttamente, una fonte di remunerazione del capitale versato e, indirettamente, un probabile miglioramento delle condizioni di finanziamento sui mercati”. Un corto circuito confermato dall'adozione in Commissione del testo base di ratifica che è quello del PD, perché la maggioranza, fuggendo dalle proprie responsabilità, non ha nemmeno partecipato al voto.
Nel caso fossero servite, insomma, ulteriori prove che questa destra non è affatto pronta a governare un Paese che invece avrebbe bisogno di seguire una rotta precisa, eccole puntualmente arrivate.
E a nulla possono valere i tentativi di far melina usando la propaganda o di alzare polveroni ideologici su ogni questione offra in tal senso il minimo appiglio, quando è sempre più evidente, ad esempio, la paralisi rispetto al PNRR, con il serio pericolo di perdere risorse e progetti decisivi per il futuro dell’Italia, da quelli legati al welfare a quelli relativi alle infrastrutture.
Solo per guardare al Veneto, alla coesione e alle prospettive di sviluppo dei nostri territori, il Rapporto del Servizio studi sul PNRR è chiaro: ad essere a rischio sono i progetti per l’Alta Velocità per passeggeri e merci sulle linee Brescia-Verona-Vicenza-Padova e Verona-Brennero, le Case di Comunità e gli ospedali.
Ecco perché fa bene il Pd a non cadere nella trappola della provocazione ideologica e a rimanere al merito delle questioni promuovendo, come ha fatto la Segretaria nazionale nel corso dell’ultima Direzione del partito, una “estate militante” attorno ad un’agenda che abbia al centro i problemi veri degli italiani: inflazione e costo della vita, sanità, istruzione, università, lotta al precariato e alle diseguaglianze, diritto alla casa, lavoro, sostegno alle imprese, buon uso delle risorse del PNRR.
Tutto questo per provare a costruire un Paese migliore. Un Paese dove a dei bambini non devono essere tolte relazioni di amore familiare perché una destra fanatica non tollera nemmeno il pensiero di un confronto sereno che permetta di approvare una legge che riconosca dei diritti in più senza sottrarli o pregiudicarli ad alcuno.
Quanto accaduto a Padova chiede un atto di coraggio alle forze parlamentari, per non infliggere a questi bambini e ai loro genitori una umiliazione che non meritano. Coraggio e insieme capacità di prendere atto della realtà delle cose, perché per fortuna la società è molto più avanti delle idee di questa destra.
Questo è l’unico sentiero da percorrere per provare a costruire un’alternativa alla destra, coinvolgendo le migliori energie del Paese. Non è facile, certo. Ma chiunque vorrà, dovrà sapere di poter contare, lungo il cammino, sulla presenza e sulla forza del Partito democratico, determinato più che mai a far approdare l’Italia ad un modello di sviluppo equo, sostenibile e inclusivo.



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