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Sulla specialità di Venezia

  • 3 lug 2024
  • Tempo di lettura: 1 min



Caro direttore,


sulla specialità di Venezia e sulla necessità che essa venga riconosciuta in maniera concreta ed incisiva, è necessario partire da una premessa. Ovvero dal fatto che esiste già uno strumento valido come la Legge Speciale, il cui finanziamento va previsto con risorse costanti, indipendentemente da chi è al governo nazionale. Un finanziamento anzi da potenziare, come richiesto unanimemente dal Consiglio Comunale.


Prefigurare nuovi orizzonti è del tutto legittimo, ovviamente. Senza però dimenticare le manchevolezze, in termini di stanziamento di risorse, di cui questo governo si sta rendendo protagonista in negativo.


Certamente la Legge Speciale può e deve essere riformata, sulla base dei cambiamenti avvenuti in questi decenni. Non da ultimo l’entrata in scena dell’Autorità per la Laguna, che si dovrà occupare della gestione del Mose e di tutti gli interventi di salvaguardia.


La via è quella di una riforma per iniziare a pensare al dopo Mose e per introdurre efficaci interventi di rivitalizzazione socio-economica della città, affrontando i nodi dello sviluppo di nuove attività produttive e della residenza.


Per quanto riguarda lo Statuto Speciale, la discussione non è nuova. Va ripresa e calata in un contesto mutato, valutando la miglior forma istituzionale e amministrativa con cui declinare questo status attraverso un confronto costruttivo, avendo a cuore quelle esigenze di “progettualità e creatività” di cui lei scrive, per il bene di Venezia e dei suoi cittadini.


Andrea Martella

 
 
 

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