Ucraina. Zaia come Salvini.
- 1 mar 2025
- Tempo di lettura: 1 min

Anche Zaia, come il suo leader Salvini, si accoda a Trump, iscrivendosi al club di chi non ha né visione politica e storica né sufficiente fermezza morale per rendersi conto che dare carta bianca a un dittatore imperialista come Putin significa solo incentivarne le spinte espansionistiche. Oggi è l’Ucraina, domani saranno quei paesi un tempo parte della sfera di influenza sovietica e che oggi sono Europa. Una posizione vigliacca ma soprattutto sbagliata e miope.
Quella a cui abbiamo assistito ieri alla Casa Bianca è stata una vergognosa aggressione in cui Trump ha deriso e scaricato il leader di uno stato invaso, che da tre anni combatte con tutte le sue forze per non essere annientato, alle porte dell’Europa. Noi, al contrario, confermiamo il nostro supporto al popolo ucraino e al suo presidente, Zelensky.
Tutti vogliamo la pace, una pace giusta e duratura. Ma la risposta non è, come propone Zaia, issare bandiera bianca e dire al Cremlino ‘fate pure’: la risposta è integrare e rafforzare l’Europa subito, e dar vita a una politica comune estera e di difesa. Cioè fare tutto il contrario di ciò che il capo di Zaia, Salvini, predica. Solo l’Unione Europea come soggetto politico, oggi, può ergersi a difesa della democrazia e dello stato di diritto internazionale. Questi sono i nostri valori, e non li dovremmo svendere per l’illusione di un profitto a breve termine.



Commenti