Una grande richiesta di cambiamento
- 4 mar 2023
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Nonostante il tempo inclemente, quella di domenica scorsa è stata una gran bella giornata. Per noi, per i democratici veneti e per tutta la comunità nazionale del Pd. E, soprattutto, per la democrazia italiana. Perché il fatto che un milione di persone – 62 mila solo nella nostra Regione – si metta in fila davanti a un gazebo o alla sede di un circolo per scegliere la guida di una grande e radicata forza politica come la nostra, attualmente il principale partito di opposizione, significa che la voglia di partecipazione può avere la meglio sulla malattia dell’astensionismo e che il nostro stato di salute è molto migliore rispetto a quanto troppe volte viene detto.
È stata una giornata bella e anche storica. Per la prima volta è stata eletta una donna segretaria del Partito democratico. Elly Schlein, una donna giovane, che ha portato avanti proposte ritenute convincenti su questioni fondamentali come lavoro e precarietà, rilancio della sanità pubblica, diritti sociali e civili, sostenibilità ambientale. E che ha saputo interpretare al meglio la voglia di cambiamento che anima tanti cittadini e nostri elettori.
Dopo essersi speso con passione nel corso di tutta la campagna delle primarie, Stefano Bonaccini ha riconosciuto la sera stessa di domenica questa capacità della neo segretaria e ha speso parole molto belle su di lei e sul lavoro che ora andrà fatto insieme. Tenendo tutti dentro, per rilanciare il Pd e far sì che la pluralità di culture e sensibilità, nostro tratto originario fin dalla nascita, sia un elemento non di freno o incertezza, ma di ricchezza e di forza.
Ce n’è un gran bisogno. Ne ha bisogno il Paese, che sta subendo giorno dopo giorno le conseguenze dell’improvvisazione, dell’inadeguatezza e dell’incapacità di dare risposta ai problemi veri degli italiani, del governo più a destra della storia della Repubblica.
Ne abbiamo avuto un’ennesima dimostrazione proprio domenica: di fronte al dramma del naufragio che di fronte alle coste di Crotone ha provocato sessantotto vittime accertate, tra cui molti bambini, le parole del ministro Piantedosi sono state raccapriccianti prima di tutto da un punto di vista umano, oltre a non aver minimamente chiarito le dinamiche e le responsabilità di quanto accaduto. Ora è la coscienza civile del Paese a chiedere sia fatta piena luce ed è giusto che il Partito democratico insista in Parlamento affinché sia così.
Ora che abbiamo aperto porte e finestre dobbiamo continuare, dispiegare con coraggio la nostra azione e coinvolgere in un progetto di cambiamento le tante energie che attraversano il Paese, dall’associazionismo al volontariato, dai sindacati alle forze vive dell’impresa. Ci sono le possibilità per ripartire e per costruire un’alternativa credibile a questa destra sui temi veri che interessano la vita delle persone, dal lavoro alla sanità, dalla scuola ai processi di transizione che sempre più cambieranno il volto della nostra economia.
Qui nella nostra Regione, per parte nostra, continueremo a fare quel che abbiamo fatto in questi mesi: opposizione incalzante a Zaia e a tutte le debolezze della sua giunta su autonomia, sanità, ambiente e tutela del territorio. E al tempo stesso proposte concrete, parlando alla società veneta e costruendo con pazienza e determinazione un’alleanza tra forze democratiche e progressiste, ambientaliste, moderate e liberali.
Con un Pd in grado finalmente di tornare ad essere, come quando è nato, una speranza di cambiamento, possiamo davvero riuscire ad aprire una nuova stagione di sviluppo equo e sostenibile. In Italia e in Veneto.
Buon lavoro, dunque, alla nuova Segretaria nazionale e a tutti noi.



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